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13 ottobre 2026

Aidia in Silicon Valley: il bilancio dopo Toscana Tech on the Road

Il controllo sui dati conta anche negli Stati Uniti: cosa abbiamo verificato in cinque giorni a San Francisco

L’intervento di Luca Angioloni al Demo Day

La presentazione di AVA a San Francisco, il 1° ottobre 2026, davanti alla platea di Toscana Tech on the Road.

«Il mercato in cui lavoriamo cambia di continuo. Bisogna andare a vedere di persona cosa succede negli altri mercati, per anticipare i concorrenti e trovare sempre nuovi spunti di crescita.»

Così Riccardo Celli, CEO di Aidia, racconta il senso della settimana trascorsa in Silicon Valley insieme a Luca Angioloni, CTO, e Francesco Lombardi, COO. Dal 28 settembre al 2 ottobre 2026 il board di Aidia ha partecipato a Toscana Tech on the Road 2026, il programma della Regione Toscana ospitato da INNOVIT a San Francisco. In cinque giorni abbiamo presentato AVA, la nostra piattaforma AI enterprise per i settori regolamentati, davanti a 150 persone, ci siamo confrontati con manager e imprenditori che conoscono il mercato americano dall’interno e abbiamo visitato la sede di Google.

Siamo partiti con una tesi precisa: le aziende devono usare l’AI, ma i dati regolamentati non devono uscire dal loro perimetro. La tesi ha retto. Anche negli Stati Uniti, dove le aziende non hanno regole stringenti come le nostre, il controllo sui dati resta una priorità.


Perché Aidia ha partecipato a Toscana Tech on the Road 2026?

Aidia ha partecipato a Toscana Tech on the Road per toccare con mano il mercato statunitense e misurarsi con le aziende americane. Toscana Tech on the Road è l’iniziativa con cui la Regione Toscana, attraverso Fondazione Sistema Toscana, sostiene l’internazionalizzazione delle imprese tecnologiche del territorio. Aidia è tra le 15 aziende selezionate per l’edizione 2026, ospitata in Silicon Valley da INNOVIT, l’Italian Innovation and Culture Hub di San Francisco promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In cinque giorni il programma ha previsto incontri istituzionali, confronti con esperti del mercato americano, un Demo Day e visite ad aziende come Google.

Avevamo raccontato la selezione e le nostre aspettative nell’articolo di luglio. A San Francisco ci siamo presentati con il lavoro che svolgiamo in Italia, a partire da AVA: la nostra piattaforma AI enterprise, già in produzione presso aziende clienti di settori regolamentati come il farmaceutico e collegata ai sistemi gestionali che usano ogni giorno.


Com’è andata la settimana a INNOVIT?

La settimana è cominciata e si è chiusa con le istituzioni. Lunedì 28 settembre i saluti di Alberto Acito, Managing Director di INNOVIT, e di Massimo Carnelos, Console Generale d’Italia a San Francisco; venerdì 2 ottobre il congedo al Consolato Generale, prima della visita alla sede di Google. In mezzo, il lavoro sul mercato: la sessione di ITA - Italian Trade Agency sull’ingresso negli Stati Uniti, i confronti uno a uno con professionisti che quel mercato lo conoscono dall’interno, l’incontro con i grandi nomi dell’AI e la presentazione di AVA al Demo Day. «San Francisco porta un insieme di elementi da analizzare e una contaminazione di visioni impressionante», dice Riccardo Celli.

I confronti con chi conosce il mercato dall’interno

Martedì 29 settembre ci siamo confrontati, uno a uno, con quattro professionisti che lavorano ogni giorno sul mercato americano. Edoardo Mainella ha co-fondato Google Italia e oggi segue la strategia di IDA, piattaforma AI per l’export delle PMI italiane. Elisabetta Ghisini, CMO e co-fondatrice di AlgoVerde, si occupa di posizionamento e di comunicazione tra culture diverse. Robb Miller guida strategia e go-to-market di IndyKite, dopo oltre 25 anni nella vendita di software enterprise. Simone Macario ha fondato Sharly, uno strumento di ricerca basato su AI usato da oltre due milioni di ricercatori.

Riccardo Celli le ha definite «quattro prospettive diverse sulle logiche del settore, tutte maturate sul campo». Il lavoro dei prossimi mesi parte da lì: «mettere a terra i consigli dei mentor e degli advisor con cui ci siamo confrontati».

L’incontro con OpenAI e Meta

«L’incontro che ci ha colpito di più è stato quello con i referenti di OpenAI e Meta», racconta Riccardo Celli. «Abbiamo percepito che il mondo dell’AI e dei grandi player ha al suo interno tantissime cose in sviluppo, che nemmeno possono raccontarci. Stanno cercando di raggiungere l’AGI, lo sappiamo dalle notizie che circolano, ma non si riesce a capire quanto manchi, e su questo non si espongono.»

Per chi porta l’AI dentro le aziende la conseguenza è pratica. I modelli cambieranno ancora, e in fretta. Per questo AVA è indipendente dal modello: si collega a qualsiasi modello linguistico e permette di sostituirlo senza rifare le integrazioni con i sistemi del cliente.

AVA al Demo Day

Giovedì 1° ottobre Luca Angioloni, CTO di Aidia, ha presentato AVA al Demo Day davanti ad una platea internazionale di 150 persone. Il messaggio è stato lo stesso che portiamo ai clienti italiani: una piattaforma AI che lavora dentro il perimetro aziendale, sui server del cliente, collegata ai sistemi che già usa (SAP, Oracle, database SQL, servizi interni) e senza vendor lock-in. L’intervento completo è disponibile in apertura dell’articolo.

«La cosa che più ci ha colpito sono stati i complimenti per aver messo a terra una soluzione in contesti difficili da comprendere», racconta Riccardo Celli. È lì che si decide l’adozione dell’AI nelle aziende: dove i processi sono complessi e i dati delicati.

Al termine della giornata l’assessore all’economia della Regione Toscana, Leonardo Marras, ha intervistato Riccardo Celli e Francesco Lombardi. AVA, ha sottolineato Celli, «punta a soddisfare […] i vincoli di compliance e proprietà del dato nei mondi enterprise e nelle aziende regolamentate».


Il modello della Silicon Valley funziona per le imprese italiane?

Da quello che abbiamo visto a San Francisco, una parte del modello della Silicon Valley si adatta bene anche alle imprese italiane. Durante la visita alla sede di Google sono emersi tre temi: il peso dell’ecosistema in cui un’azienda opera, il mercato del lavoro in Silicon Valley e l’evoluzione di Google negli anni. Il primo riguarda da vicino chiunque sviluppi tecnologia per le imprese. «Dal modello americano possiamo riprendere la filosofia di fondo: costruire un insieme di prodotti e soluzioni pensati per lavorare insieme», spiega Riccardo Celli. «L’integrazione tra le soluzioni è forse la cosa più importante quando si sviluppa un prodotto: creare qualcosa che rimane per forza di cose standalone è un errore importante.»

Su questo principio si fonda il nostro lavoro di system integrator, e su questo abbiamo costruito AVA: una piattaforma che si collega ai sistemi già in uso in azienda e li mette in dialogo tra loro. Nelle aziende manifatturiere e farmaceutiche italiane l’AI lavora accanto a impianti in funzione da decenni e a ERP e MES consolidati, e fa rendere di più gli investimenti già fatti.

Altro invece resta americano. «La cosa che non si può prendere è la quantità di investimenti che dirigono sullo sviluppo e sulla ricerca dei loro servizi e prodotti», osserva Riccardo Celli. Sono budget fuori scala per qualsiasi azienda del mercato italiano ed europeo.

Per le imprese italiane la partita si gioca su un altro terreno: far funzionare l’AI dentro processi specifici, con modelli specializzati su un dominio o su un’azienda e dati che restano nel perimetro del cliente. La tesi del programma INNOVIT di quest’anno va nella stessa direzione e la riassume in una formula che noi di Aidia abbiamo riconosciuto subito: entrare in contatto con la Silicon Valley senza diventare Silicon Valley.


Il controllo sui dati conta anche sul mercato americano?

Il confronto con gli interlocutori americani ha confermato che il controllo sui dati è una priorità anche negli Stati Uniti. A San Francisco abbiamo aperto la presentazione di AVA con due frasi: «Companies must use AI. Regulated data must not go to the cloud». Le aziende devono usare l’AI; i dati regolamentati devono restare dentro il perimetro aziendale.

In Europa il controllo sui dati nasce dalle regole: GDPR e AI Act stabiliscono come un’azienda può trattare i dati e governare i sistemi di AI. Negli Stati Uniti nasce dagli interessi delle aziende stesse. «La nostra impostazione è stata accolta incredibilmente bene. Pur senza normative stringenti come quelle europee, per le aziende americane mantenere il controllo sulla gestione del dato è decisivo», racconta Riccardo Celli. «Alcune devono proteggere una proprietà intellettuale di grande valore, altre devono mantenere riservate le proprie attività, come accade nella difesa e nella sanità.»

AVA risponde con l’architettura: lavora interamente dietro il firewall aziendale, su hardware privato, con modelli open source installati on-premise o in cloud privato. I connettori nativi leggono ERP, database SQL e repository interni lasciando i dati dove sono. Ruoli e permessi si definiscono per ogni utente, funzione e documento.

Le regole europee ci hanno abituato a progettare la sicurezza sin dal primo giorno, con un metodo che Aidia ha formalizzato nelle certificazioni ISO 27001 per la sicurezza delle informazioni e ISO 9001 per la gestione della qualità. A San Francisco abbiamo verificato che questa disciplina, fuori dall’Europa, viene letta come una garanzia.


Cosa cambia dopo San Francisco?

Dopo San Francisco cambia prima di tutto il modo in cui guardiamo al mercato. «Cambiano diverse cose, ma soprattutto cambia la mentalità», dice Riccardo Celli. Il confronto diretto con aziende di altri settori, con i grandi nomi dell’AI e con chi conosce il mercato americano dall’interno ha messo sul tavolo prospettive che ora entrano nelle nostre scelte.

Le prime decisioni riguardano AVA. «Il primo passo sarà migliorare il prodotto e spingere ancora di più sull’acceleratore», spiega Celli. Gli spunti emersi durante la settimana orientano il lavoro dei prossimi mesi, sul prodotto e sul suo sviluppo.

Un ringraziamento ai professionisti con cui ci siamo confrontati e a INNOVIT, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana e Consolato Generale d’Italia a San Francisco, che hanno organizzato la settimana e reso possibili questi incontri.

Scopri AVA, la piattaforma AI enterprise di Aidia.
Marta Magnini

Marta Magnini

Digital Marketing & Communication Assistant in Aidia, laureata in Scienze della Comunicazione e appassionata delle arti performative.

Aidia

In Aidia sviluppiamo soluzioni software basate su IA, soluzioni di NLP, Big Data Analytics e Data Science. Soluzioni innovative per ottimizzare i processi ed efficientizzare i flussi di lavoro. Per saperne di più, contattaci o inviaci una mail a info@aidia.it.