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20 giugno 2026

Anthropic blocca Fable 5 e Mythos 5: impatto su AI e aziende europee

Tra sicurezza nazionale e continuità operativa, il blocco ha mostrato la fragilità della dipendenza tecnologica europea.

Il 12 giugno 2026 il governo degli Stati Uniti ha ordinato ad Anthropic di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5, i suoi modelli AI più avanzati, per tutti i cittadini stranieri, dentro e fuori gli USA. Anthropic, non potendo filtrare gli utenti per nazionalità, ha disattivato entrambi i modelli a livello globale entro 90 minuti, interrompendo il servizio per centinaia di migliaia di utenti, clienti paganti inclusi. La misura è stata poi allentata in parte il 22 giugno, ma la vicenda ha già aperto un dibattito sul controllo delle tecnologie AI e sulle conseguenze per le aziende europee.


Perché Anthropic ha bloccato Fable 5 e Mythos 5?

Il 9 giugno 2026 Anthropic ha reso pubblicamente disponibile Claude Fable 5, il suo modello AI più recente e avanzato. In pochi giorni è diventato uno dei modelli pubblici più avanzati e performanti nei test di Vals AI, una società specializzata nella misurazione delle prestazioni dei modelli attraverso benchmark standardizzati.

Fable 5 è la versione resa disponibile al pubblico di Mythos 5, un modello ancora più avanzato che Anthropic aveva distribuito in forma limitata solo a circa 50 organizzazioni, tra cui Amazon, Apple, Google, Microsoft e CrowdStrike, nell’ambito del programma Project Glasswing, pensato per usarne le capacità a scopo difensivo in ambito cybersecurity.

Il 12 giugno, alle 17:21 ora della costa Est, Anthropic ha ricevuto una lettera del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti a firma del segretario Howard Lutnick. Il contenuto: sospendere immediatamente l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per qualsiasi cittadino straniero, dentro e fuori gli USA, inclusi i dipendenti stranieri della stessa Anthropic. La motivazione ufficiale è la sicurezza nazionale.

Anthropic ha spiegato di non poter distinguere in tempo reale gli utenti in base alla nazionalità. Per questo ha scelto di bloccare i due modelli per tutti, così da rispettare la direttiva. L’accesso agli altri modelli della società non è stato toccato.


Il jailbreak non-universale contestato da Anthropic

La motivazione ufficiale del governo fa riferimento a un presunto jailbreak di Fable 5, ovvero una tecnica che permette di aggirare i limiti di sicurezza di un modello AI, convincendolo a ignorare le proprie regole interne.

Anthropic ha rispettato la direttiva ma ne ha contestato pubblicamente le basi. Secondo il blog ufficiale dell’azienda, la tecnica individuata rientra nella categoria dei jailbreak non-universali: una tecnica che funziona solo in condizioni molto circoscritte, con prompt costruiti ad hoc per una specifica versione del modello, e smette di essere efficace non appena il contesto cambia. Le stesse vulnerabilità, sostiene Anthropic, sono individuabili anche con altri modelli pubblicamente disponibili senza alcuna tecnica di bypass.

Alcuni ricercatori di sicurezza indipendenti che hanno avuto accesso al report hanno confermato questa valutazione, eppure il governo statunitense ha però ritenuto sufficiente il materiale disponibile per imporre il blocco totale.

Il problema strutturale: nessuno standard condiviso

La divergenza tra la valutazione di Anthropic e quella del governo mette in luce un problema strutturale del settore. Ad oggi non esiste uno standard tecnico condiviso e pubblicamente verificabile per classificare la pericolosità di un jailbreak su un modello AI.

Lo stesso risultato tecnico, un singolo test, su un numero limitato di programmi, che non ha prodotto exploit funzionanti , è stato letto dall’azienda come un rischio gestibile e dal governo come motivo sufficiente per un blocco globale. In assenza di un criterio pubblico, la decisione finale dipende interamente da chi la applica in quel momento.


“Perché il blocco di Anthropic preoccupa l’Europa?

La notizia ha suscitato reazioni immediate da parte di politici europei di orientamenti molto diversi. Secondo Euronews, politici francesi, britannici e olandesi hanno letto il caso come un segnale della dipendenza europea da tecnologie controllate altrove.

Il filo comune è uno: dipendere da tecnologie che altri possono revocare senza preavviso espone i Paesi europei a interruzioni operative fuori dal loro controllo. La soluzione indicata è investire in modelli e infrastrutture AI sviluppate in Europa.

Il quadro normativo europeo si muove in questa direzione. L’AI Act impone ai fornitori di modelli AI obblighi di documentazione tecnica su capacità, limiti e rischi, con requisiti aggiuntivi per i modelli classificati a rischio sistemico. È un tentativo di costruire un criterio tecnico verificabile per la valutazione del rischio: quello che nel caso Fable 5 è risultato assente nel processo decisionale americano.


Quanto è rischioso dipendere da una sola piattaforma AI?

L’AI non è più solo uno strumento. È diventata una parte critica dell’infrastruttura digitale, come l’energia o Internet. E come ogni infrastruttura che non controlli: se qualcun altro decide di spegnerla, non puoi fare nulla.

È quello che è successo con Fable 5 e Mythos 5: aziende manifatturiere, ospedali e istituti finanziari europei si sono trovati improvvisamente senza accesso ai modelli che stavano usando, non per un problema tecnico e non per una scelta propria, ma per una decisione arrivata dall’altra parte dell’oceano.

Come ha scritto Marco Montemagno de L’Espresso : “Se il tuo assistente, il tuo workflow, la tua azienda o il tuo prodotto vivono appesi all’interruttore di un’unica piattaforma, non sei davvero autonomo. Sei ospite.”

La sovranità tecnologica, in questo senso, non è un concetto astratto. Significa poter contare su strumenti affidabili, disponibili e compatibili con il contesto in cui operano. Costruire sistemi AI più portabili, indipendenti e radicati nel contesto normativo europeo non è una scelta ideologica: è una scelta di continuità operativa.


Fonti:


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Marta Magnini

Marta Magnini

Digital Marketing & Communication Assistant in Aidia, laureata in Scienze della Comunicazione e appassionata delle arti performative.

Aidia

In Aidia sviluppiamo soluzioni software basate su IA, soluzioni di NLP, Big Data Analytics e Data Science. Soluzioni innovative per ottimizzare i processi ed efficientizzare i flussi di lavoro. Per saperne di più, contattaci o inviaci una mail a info@aidia.it.