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25 maggio 2026

Sovranità digitale: la Germania sceglie un software francese per l'intelligence mentre a Londra esplode il caso NHS

L'intelligence tedesca ha optato per una piattaforma francese per l'analisi dei dati. Mentre a Londra esplode il caso sull’accesso ai dati dei pazienti NHS. Due segnali che ridefiniscono il mercato europeo della sicurezza digitale.

La Germania ha scelto una piattaforma francese, ArgonOS di ChapsVision, come alternativa a Palantir per l’intelligence federale (BfV), mentre nel Regno Unito è esploso il caso NHS dopo che il Financial Times ha rivelato un “accesso illimitato” ai dati identificabili dei pazienti da parte di contractor esterni, inclusi quelli di Palantir.

Due eventi che segnano un cambiamento nel mercato europeo della sicurezza digitale: la sovranità digitale sta diventando un criterio di scelta decisivo, tanto che istituzioni pubbliche e settori sensibili (intelligence e sanità) preferiscono soluzioni europee conformi al quadro normativo UE rispetto a fornitori statunitensi.


Sovranità digitale e mercato europeo

La sovranità digitale sta diventando un criterio sempre più importante nelle scelte tecnologiche di imprese e istituzioni europee. Oggi non conta solo ciò che una piattaforma fa, ma anche dove nasce, come gestisce i dati e in quale quadro normativo opera.

In un contesto segnato da attenzione crescente a sicurezza, compliance e controllo dei processi, il mercato europeo sta premiando sempre di più soluzioni sviluppate nel rispetto delle regole e delle esigenze del continente, in particolare per i settori più sensibili dove affidabilità e governance sono decisivi.

Innovare non significa soltanto introdurre nuove funzionalità, ma costruire tecnologie trasparenti, sicure e coerenti: il tech europeo sta guadagnando spazio non solo per la qualità delle soluzioni, ma anche per la capacità di rispondere alle nuove priorità del mercato.


Berlino e il no a Palantir

Il Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), il servizio tedesco di protezione della Costituzione ha acquisito una soluzione di analisi dati sviluppata dalla società francese ChapsVision, scegliendola come alternativa ai prodotti del gruppo americano Palantir. Si tratta della prima agenzia federale tedesca conosciuta ad aver optato per un’alternativa europea al fornitore statunitense di software per l’analisi di dati.

La decisione è stata riportata da Süddeutsche Zeitung, NDR e WDR e al momento non è stata confermata ufficialmente né dal BfV né da ChapsVision. Entrambe le parti hanno rifiutato di commentare. Le informazioni provenienti dal BfV indicano che la fase di proof-of-concept è stata completata con successo. Tuttavia, non è ancora stato definitivamente chiarito su quali dati il software potrà accedere e in quale misura.

ArgonOS: la piattaforma francese

La piattaforma selezionata è ArgonOS, che utilizza l’intelligenza artificiale per aggregare e incrociare dati provenienti da fonti molto diverse: database interni e open source intelligence (OSINT). ChapsVision presenta ArgonOS come uno strumento per analizzare grandi dataset con AI, collegare informazioni da database e condurre ricerche di intelligence su fonti aperte.

Il software è già in uso presso diverse autorità francesi, inclusa la DGSI (Direction générale de la sécurité intérieure), il servizio di intelligence interna della Francia. In Germania, ChapsVision collabora con rola Security Solutions per commercializzare i propri strumenti presso le agenzie di sicurezza.

Perché la Germania vuole ridurre la dipendenza dagli USA

Le autorità di sicurezza tedesche manifestano la volontà di diventare più indipendenti dagli Stati Uniti. Questo obiettivo si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alla sovranità digitale e alla riduzione della dipendenza da piattaforme tecnologiche statunitensi nei settori più sensibili.

Già nel dicembre 2025, il presidente del BfV, Sinan Selen, aveva dichiarato che l’agenzia intendeva investire su alternative europee a Palantir. La scelta di ChapsVision rappresenta quindi la concretizzazione di una linea programmatica già annunciata.

L’uso del software: limitazioni e ambito operativo

Il software di ChapsVision può analizzare grandi quantità di dati mediante intelligenza artificiale. Secondo le informazioni, il BfV intende utilizzare la piattaforma ArgonOS per elaborare dati strutturati e non strutturati, preparandoli per il lavoro degli analisti umani.

Tuttavia, l’uso del software rimane entro un quadro giuridico rigorosamente limitato. A oggi, il Verfassungsschutz non è nemmeno autorizzato a utilizzare software commerciale, ad esempio per il riconoscimento facciale.

Il BfV è la prima agenzia federale di sicurezza tedesca ad aver scelto ufficialmente un’alternativa europea a Palantir. Ma potrebbe non essere l’ultima. La Bundeswehr (le forze armate tedesche) ha già escluso Palantir per il prossimo progetto di cloud di difesa federale (pCloudBw) e sta valutando tre candidati europei: Almato (Stoccarda), Orcrist (Berlino) e ancora ChapsVision (Parigi). Un contratto è atteso prima della fine dell’anno. 


Il Regno Unito e il dossier NHS

Mentre a Berlino si decide di ridurre la dipendenza da Palantir, a Londra esplode un caso che ha aggravato la controversia sull’azienda americana. Il Financial Times ha rivelato che Nhs England (il Servizio sanitario nazionale)avrebbe concesso a Palantir e ad altri contractor esterni un “accesso illimitato” ai dati identificabili dei pazienti inseriti nel National Data Integration Tenant (Ndit), la piattaforma che costituisce la porta d’ingresso alla Federated Data Platform (Fdp), il database nazionale del sistema sanitario britannico.

Il contratto NHS-Palantir da 330 milioni di sterline

Il contratto con Palantir, per un valore di 330 milioni di sterline (quasi 380 milioni di euro), è stato stipulato tra l’azienda statunitense e l’Nhs per la gestione dei dati sanitari di milioni di pazienti britannici. Il dissenso generale, di cittadini, organizzazioni (come Amnesty International UK) e gruppi sanitari, si è concretizzato nella raccolta di oltre 200.000 firme in petizioni che chiedono al governo di tagliare ogni rapporto con l’azienda.

Accesso ai dati identificabili: i rischi per il NHS

Ciò che ha catturato l’attenzione riguarda un cambiamento nell’architettura originaria del progetto. Originariamente, la distinzione tra dati identificabili e dati pseudonimizzati era un punto cardine: Palantir e gli altri contractor non avrebbero potuto accedere all’identità di coloro di cui gestivano le informazioni cliniche. L’”accesso illimitato” accordato ora segnalerebbe uno sviluppo inatteso che, secondo molti osservatori, violerebbe il Data Protection Act del 2018, la legge che regolamenta il trattamento dei dati nel Regno Unito.

Sono stati sollevati vari rischi. Secondo l’organizzazione britannica per la giustizia sanitaria, Medact, la piattaforma avrebbe un carattere fortemente proprietario e non permetterebbe di avere garanzie sull’opt-out. Mentre, il deputato liberaldemocratico Martin Wrigley ha sollevato in Parlamento la sua preoccupazione in relazione ad un possibile lock-in tecnologico: “L’attuale contratto fornisce un servizio in abbonamento che non lascia alcun risultato dopo la fine della sottoscrizione: nessun software, nessun miglioramento e nessuna proprietà intellettuale”. Il pericolo, secondo Wrigley, è che il servizio sanitario finisca per dipendere da una soluzione in abbonamento, senza ottenere in cambio la proprietà del software.

Jeremy Corbyn (ex primo ministro laburista) e Amnesty International UK sono intervenuti per condannare la situazione in quanto la considerano una seria minaccia al diritto alla privacy. Il nuovo segretario alla Salute James Murray eredita così un dossier profondamente impopolare. Tuttavia, il ministero della Salute britannico ha risposto sottolineando che tutti gli accessi ai dati sono soggetti a sistemi di verifica, controlli di sicurezza e autorizzazioni formali, e che la governance dei dati resta sotto controllo pubblico e conforme alla normativa vigente.


Perché queste decisioni sono importanti

La scelta del BfV non è un episodio isolato: segna un possibile ridimensionamento del ruolo di Palantir nei settori più sensibili in Europa e, al tempo stesso, conferma una direzione strategica precisa. Per Berlino, l’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle piattaforme tecnologiche statunitensi là dove i dati sono più critici e le implicazioni per la sicurezza nazionale più rilevanti. Il caso NHS conferma che la questione non è limitata alla Germania. Quando il settore più esigente, quello dell’intelligence di stato o della sanità pubblica, cambia fornitore per ragioni di sovranità digitale, il messaggio per il resto del mercato è difficile da ignorare.

Il mercato europeo della sicurezza digitale sembrerebbe quindi entrare in una fase di ridefinizione. La capacità di offrire soluzioni sovrane, conformi al quadro normativo europeo e gestibili entro i confini del continente, potrebbe diventare un fattore competitivo determinante, non solo per le istituzioni pubbliche, ma per qualsiasi organizzazione che tratti dati sensibili.

Cosa significa per il mercato europeo

Se anche l’intelligence tedesca si affida a un software sviluppato in Francia, il segnale per il mercato europeo è inequivocabile: il tech europeo comincia ad avere più riguardi su questi aspetti. Non si tratta solo di prestazioni tecniche. Si tratta di sovranità digitale, di controllo dei dati, di indipendenza strategica. E se l’intelligence tedesca, il settore più esigente, più critico e più controllato, sceglie un software europeo, significa che il tech europeo è ormai maturo per i contesti ad altissima criticità.


La posizione delle parti

Il BfV ha dichiarato solo che monitora regolarmente il mercato e che non commenterà pubblicamente le attività di intelligence concrete. ChapsVision, guidata dall’imprenditore tecnologico francese Olivier Dellenbach, ha scelto di non fornire commenti quando contattata per informazioni. Anche nel caso NHS, il governo britannico ha confermato che la posizione di Palantir non sembra in discussione a Westminster, nonostante le critiche e le petizioni. Il “fortino di segretezza” intorno ai briefing di governo sull’accordo è stato segnalato da numerose testate britanniche, alimentando la richiesta di maggior chiarezza per capire in quali mani andranno a finire i dati dei cittadini.


Fonti: 


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Marta Magnini

Marta Magnini

Digital Marketing & Communication Assistant in Aidia, laureata in Scienze della Comunicazione e appassionata delle arti performative.

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